“L’Economist Intelligence Unit (EIU) ha pubblicato due rapporti di notevole interesse. Nel “Risk Outlook 2022” sono indicati gli scenari che avranno un impatto sulla crescita e sull’inflazione a livello mondiale. La ripresa post-pandemica potrebbe continuare nel 2022 con un ritmo di incremento del Pil globale del 4,1%. Tuttavia, questa stima nasconde andamenti molto differenziati tra le varie aree geografiche e, soprattutto, una serie di varianti, che minacciano di far deragliare il convoglio della risalita”. Lo scrive l’economista Amedeo Lepore in un intervento pubblicato sulle colonne del quotidiano Il Mattino nell’edizione del 16 novembre. “I principali pericoli di questa fase sono riassunti in dieci punti: ulteriore complicazione del disaccoppiamento USA-Cina, stretta monetaria precipitosa (con un cedimento dei mercati azionari), crollo del mercato immobiliare cinese, inasprimento delle condizioni finanziarie (specialmente a danno dei Paesi emergenti), diffusione di nuove forme di Covid-19, aggravamento del disordine sociale, definitivo conflitto tra Cina e Taiwan, deterioramento delle relazioni UE-Cina, comparsa di siccità e carestie, guerra cibernetica (con il blocco di infrastrutture essenziali).Volendo escludere un’apocalisse, che – parafrasando Jacques Derrida – non lascerebbe spazio né alla sopravvivenza né alla sostituzione di un sistema, basterebbe che alcune di queste incognite si avverassero per precipitare in una crisi dagli esiti imponderabili. Il documento, però, quando passa a calcolare la probabilità e l’incidenza di questi rischi sulle imprese, fornisce un quadro meno inquietante, evidenziando come i problemi di maggiore portata riguardino gli aspetti finanziari e la sospensione dei rapporti economici tra occidente e oriente. Nel “Clarity in an uncertain world”, poi, sono richiamate le analisi dell’EIU degli ultimi vent’anni, per lo svolgimento di temi come il mutamento climatico e la lunga pandemia in una prospettiva futura”.

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