Che cosa emerge dal Rapporto La Malfa di quest’anno? Bisogna anzitutto ricordare che i dati di base si riferiscono al 2016, pur abbracciando alcune informazioni del 2017.

Fatta questa premessa, mi pare che l’elemento predominante venga da una conferma. L’idea del “piccolo è bello”, può avere qualche valore sul piano sociale, su quello economico non regge più. Dal Rapporto emerge un aspetto rimarchevole e cioè la conferma che la media dimensione è trainante per lo sviluppo. E questa è un’informazione fondamentale che va destinata al sistema bancario, che deve sostenere la crescita delle piccole verso la grande dimensione. Ed anche al sistema politico, che deve concentrare la sua attenzione su questi aspetti.

Perché il piccolo può essere bello, ma di sicuro non è “buono”? La controprova viene dal grado di sviluppo dei territori. Laddove questo processo di dimensionale non è progredito, le regioni sono rimaste indietro. Ed oggi si sta chiaramente delineando, e questo io lo scrivo nella mia presentazione un Mezzogiorno nel Mezzogiorno, il fenomeno del divario interno al divario meridionale, ossia una tendenza a spaccare il Mezzogiorno. Ci sono alcune regioni – e credo che la Campania sia quella cha la leadership in questo campo – ad avere una bilancia dei pagamenti in equilibrio. Ciò significa significa che tutto il potere di acquisto che viene immesso in questa regione resta dentro i suoi confini senza defluire. Non è una pentola bucata, che perde risorse che defluiscono verso la propensione all’importazione.

Nel Mezzogiorno in particolare Campania e Puglia non solo hanno già sviluppato il processo che dalla piccola dimensione tende alla grande, ma hanno anche avviato un riequilibrio della bilancia dei pagamenti commerciali.

Per concludere dico schematicamente che:

  1. La dimensione giusta per lo sviluppo è la media dimensione. E questo dato, ripeto, manda un messaggio preciso al sistema bancario ed al sistema politico per il tipo di politiche da sviluppare.
  2. Laddove ciò non è avvenuto, nel Mezzogiorno si sta determinando una spaccatura ulteriore che è uno degli elementi in gioco: la generalizzata insoddisfazione circa la distribuzione dei redditi, sulla quale sta puntando l’attenzione, spesso in modo non corretto, la pubblicistica

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