In un intervento pubblicato l’11 ottobre sulle colonne del Corriere del Mezzogiorno l’ex ministro Claudio De Vincenti parla della correlazione tra virus e crisi economica, un connubio che rischia di penalizzare oltremodo l’economia meridionale. “La crescita – scrive De Vincenti – richiede che le risorse europee siano utilizzate per realizzare investimenti pubblici e sostenere investimenti privati, senza disperderle in interventi che non impattino direttamente sulla capacità di sviluppo del Paese. Questo è ancor più vero per il nostro Meridione, il cui tessuto produttivo è più fragile rispetto al Centro-Nord e quindi ha particolare bisogno che le risorse pubbliche vengano utilizzate nelle forme più efficaci.
E’ nel Mezzogiorno che il comparto dei servizi conta di più in proporzione al Pil e dunque la sua crisi incide di più sul livello complessivo di attività economica e di occupazione: il sostegno pubblico va concentrato su quei settori – come turismo, cultura, ristorazione, attività ricreative, trasporti – che sono maggiormente colpiti dalle conseguenze della pandemia.
Ed è nel Meridione che registriamo la maggior carenza di infrastrutture di trasporto, pesanti ritardi nel settore idrico e nella gestione del ciclo dei rifiuti, inadeguatezza delle strutture scolastiche e sanitarie. Come è nel Meridione che più abbiamo bisogno di investimenti privati nelle attività produttive industriali e di servizio. Per il Mezzogiorno quindi è essenziale che le risorse del Recovery Fund non vengano distolte dalla realizzazione di investimenti pubblici e dal sostegno forte agli investimenti privati”.

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