Il ruolo dell’Italia nella nuova conformazione dell’Europa è al centro di una lunga riflessione che l’economista napoletano Amedeo Lepore affida alle colonne del Mattino, in un articolo del 4 ottobre scorso. “Anche se l’accordo sul quadro finanziario pluriennale e sul Recovery Fund necessita ancora di alcune settimane di negoziati, si sta delineando lo scenario di una nuova Europa, al quale l’Italia deve concorrere attivamente”, scrive Lepore. “Come ha osservato Giorgio La Malfa su questo giornale – aggiunge – sarebbe preferibile partire dalla selezione delle esigenze strutturali del Paese e dagli obiettivi strategici di trasformazione, in sintonia con l’indicazione delle linee guida europee di un coordinamento unico, anziché da una sommatoria di numerosi progetti specifici, seppure di ottima fattura. In questo modo, non è affatto certo che si esca dal sostegno emergenziale a una miriade di bisogni (la logica del bonus), per passare alla scelta di interventi di medio-lunga durata, volti a superare le arretratezze del sistema e a intensificare la sua capacità propulsiva in termini di investimenti e produttività, evitando una successiva deflagrazione del debito. Se non si riuscisse a cogliere questa direttrice cruciale della svolta europea, i risultati rischierebbero di riproporre i vecchi mali del Paese, anziché promuovere la sua profonda riforma, condannandolo a una indesiderabile decrescita e marginalità”.

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