Napoli, 11 giugno 2018. Nella sede di Napoli della Banca d’Italia si svolge il convengo di presentazione del Rapporto 2018 sull’Economia della Campania. I lavori sono aperti da Antonio Cinque, direttore della Sede di Napoli della Banca d’Italia e prevedono un intervento di Paolo Emilio Mistrulli, della Divisione Analisi e Ricerca Economica Territoriale della Sede di Napoli. Oltre a una testimonianza di Elena Goitini (direttore area Sud di Unicredit) e del presidente dell’Autorità portuale Pietro Spirito, l’incontro è occasione per una riflessione sulla “Centralità strategica delle infrastrutture di rete nello sviluppo economico”, affidato al presidente della Fondazione Matching Energies Marco Zigon. Ecco di seguito una sintesi del suo intervento.

Sono quattro, a giudizio del cavalier Zigon, i temi da tenere presente per valutare il peso strategico delle reti energetiche, in particolare di quelle elettriche:

AUTOMAZIONE

Sul primo aspetto l’ingegnere alla guida del Gruppo Getra esprime il convincimento che le esigenze di fornitura elettriche per i processi produttivi sono riassumibili nei seguenti punti:

E questo perché l’automazione nelle attività manifatturiere si è estesa a tutta la realtà industriale. Tutti gli impianti industriali, infatti, sono assistiti da sistemi elettronici di controllo numerico sono collegati a software. E questa caratteristica ormai è comune sia all’industria leggera che all’industria pesante. In altri termini, l’efficienza è indispensabile nelle produzioni ad alta robotizzazione – in particolare nelle produzioni in cui le interruzioni o i buchi di tensione possono determinare effetti critici (ad esempio nel settore farmaceutico o alimentare) ma l’esigenza di una buona qualità di fornitura si estende ormai a tutta la realtà industriale.

INDUSTRIA 4.0

Il bisogno di efficienza di servizio sarà ancora più fondamentale – continua Zigon – nello sviluppo di Industria 4.0, grande progetto per rilanciare il primato manifatturiero dell’Italia, dove l’incremento automatizzazione di processo si unisce agli obiettivi di integrazione profonda di tutte le funzioni aziendali, innovazione trasferita all’intero sistema di filiera, spinta a integrare i fattori territoriali: trasporto e logistica.

Se è vero che il traguardo atteso con Industria 4.0 è riportare l’Italia in testa alle nazioni industriali d’Europa, vuol dire che si deve agire sulla leva della produttività e, quindi, della competitività del sistema industriale nazionale con nuovi prodotti e basso time to market. Il che significa poter disporre di infrastrutture tecnologiche all’avanguardia, dove energia e tecnologia sono imprescindibilmente legati.

AMBIENTE E SOSTENIBILITA’

E c’è ancora un terzo aspetto strategico da considerare, ossia l’incremento dell’utilizzo delle fonti rinnovabili, reso tanto più urgente dagli obiettivi ambientali e climatici che anzitutto l’Europa si è data: disporre di una economia a basse emissioni di carbonio mediante la riduzione del 40% emissioni gas a effetto serra entro il 2030. Da raggiungere con miglioramento dell’efficienza energetica che sia almeno del 27%. “In questa prospettiva – dichiara Zigon – il ruolo delle reti elettriche diventa ancora più centrale e determinante. Le produzioni di energia da fonti rinnovabili si localizzeranno là dove il loro funzionamento sarà più efficace. Potranno essere fortemente concentrate o distribuite e la rete dovrà metterle a sistema implementando tecnologie (accumulo) in grado di gestire la discontinuità tra la produzione e la richiesta dell’utenza.

MOBILITA’ ELETTRICA

C’è infine il tema delle smart cities e della mobilità elettrica, che saranno altri drivers fondamentali di sviluppo. “In questa prospettiva – spiega il cavaliere – il ruolo delle reti elettriche diventa ancora più centrale e determinante. Le produzioni di energia da fonti rinnovabili si localizzeranno là dove il loro funzionamento sarà più efficace. Potranno essere fortemente concentrate o distribuite e la rete dovrà metterle a sistema implementando tecnologie (accumulo) in grado di gestire la discontinuità tra la produzione e la richiesta dell’utenza. C’è poi il tema delle smart cities e della mobilità elettrica, che saranno altri drivers fondamentali di sviluppo.

EFFICIENZA ELETTRICA

Ognuno degli scenari esaminati, quindi, richiede la disponibilità di infrastrutture efficienti e tecnologicamente avanzate. E questa sarà sempre di più la cifra per misurare le potenzialità di un Paese e di un territorio. Il Mezzogiorno, che già oggi dispone di una significativa dotazione di impianti di produzione da fonte rinnovabile, potrebbe svolgere la funzione di hub dell’energia, collegando il Sud del Mediterraneo ed i Balcani al Nord della penisola ed all’Europa continentale. Ma a patto, appunto, di superare le disparità della dotazione infrastrutturale rispetto al Centro-Nord.

 

 

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