Studiosi, imprenditori e operatori del settore energetico si riuniscono mercoledì 22 luglio per il webinar di
presentazione del nuovo MED & Italian Energy Report, lavoro di ricerca annuale frutto della collaborazione tra SRM (Centro Studi collegato al Gruppo Intesa Sanpaolo) e l’ESL@Energy Center del Politecnico di Torino. Al rapporto ha contribuito anche il presidente della Fondazione Matching Energies e numero uno del Gruppo Getra, Marco Zigon, con uno speech dal titolo “L’industria 4.0 come driver del New Green Deal. Tecnologie abilitanti e transizione ecosostenibile: smart grid, supergird e circular city”. La pandemia Covid-19 – e le conseguenti misure di blocco – hanno avuto effetti rilevanti sulla riduzione della produzione industriale e sull’interruzione di alcune importanti catene globali del valore. La pandemia ha interessato dunque anche il settore energetico con una forte riduzione del consumo di energia dal lato della domanda.

Gli scenari
Il MED & Italian Energy Report, fedele alla mission di seguire ed analizzare nel tempo l’evoluzione del sistema energetico dell’area mediterranea, sviluppa in questa seconda edizione un’analisi dinamica dei potenziali scenari energetici in epoca post-pandemica, con un focus principale sulle rinnovabili come chiave per favorire la transizione energetica e la cooperazione nel Mediterraneo, esaminando l’applicazione di soluzioni innovative per la costruzione di sistemi energetici flessibili e l’emergere di sinergie relative ad elettricità verde, gas e idrogeno.

Trasporto marittimo strategico
La ricerca mette inoltre in evidenza il ruolo del trasporto marittimo, che rimane un asset economico cruciale per il settore energetico con i suoi porti come gate per navi e pipelines. Alla luce della pandemia e delle sue conseguenze, queste opportunità e sfide potrebbero davvero consentire all’Italia e all’area euromediterranea di assumere un ruolo guida nello svolgimento e nel miglioramento del processo di transizione energetica già avviato. Al webinar è intervenuto anche il ministro per gli Affari Europei, Enzo Amendola.

Il Rapporto in pillole
Per tutto il 2020 si stima una contrazione della domanda pari al 6%. L’impatto del Covid19 sulla domanda di energia nel 2020 sarebbe oltre 7 volte più grande rispetto a quello avuto dalla crisi finanziaria del 2008-2009.
Nel I trimestre 2020 la domanda di carbone è scesa dell’8% (si stima -8% anche per tutto il 2020), la domanda di gas del 2% (-4% per 2020); Nord America e Asia potrebbero registrare i maggiori cali, rappresentando il 75% della diminuzione complessiva. Anche la domanda di petrolio è stata colpita, in calo di quasi il 5% nel primo trimestre (- 9% stimato per il 2020), principalmente a causa della riduzione della mobilità e del traffico aereo, che rappresentano quasi il 60% della domanda mondiale.
Ha tenuto la domanda di energie rinnovabili (+1,5%), trainata dalla maggiore capacità installata e dalla priorità di dispacciamento. Le fonti rinnovabili crescono a ritmi sostenuti. A fine 2019, la capacità di generazione
rinnovabile a livello mondiale era pari a 2537 GW, con un +7,4% rispetto all’anno precedente. Prevale l’idroelettrico (47% del totale, 1190 GW di capacità installata, al netto dei pompaggi); eolico e solare rappresentano poi la maggior parte del resto, con una capacità installata rispettivamente di 623 GW (25%) e 586 GW (23%).
La modalità di trasporto con cui i combustibili fossili Oil & gas vengono spostati è prevalentemente quella marittima. I primi 5 porti (Trieste, Cagliari, Augusta, Milazzo e Genova) rappresentano il 69% dell’intero traffico liquido nazionale e Trieste, con 43,3 milioni di tonnellate, si conferma lo scalo italiano che movimenta i volumi più elevati. I porti del Mezzogiorno rappresentano il 44% del traffico Oil nazionale. Il nostro Paese è ancora fortemente dipendente dall’estero per le importazioni di combustibili fossili, cosa che lo rende vulnerabile quanto a sicurezza energetica. La dipendenza è pari al 74,5%.

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