La start-up brasiliana TidalWatt, invece, ha deciso di pensare fuori dagli schemi e di ideare un sistema di sfruttamento del moto ondoso molto particolare che, in aggiunta, sia anche in grado di proteggere la fauna marina, rendendo impossibile, nelle aree di installazione, la pesca a strascico. L’innovazione dell’azienda sudamericana si chiama UCEC, acronimo di Unità di Raccolta dell’Energia Corrente, e nella forma ricorda molto più la turbina di un sottomarino rispetto a quelle delle cugine eoliche, di cui è 60 volte più efficiente. Infine, se le turbine eoliche – onshore e offshore – sono spesso prese di mira per il loro impatto sulla fauna selvatica, l’uso del suolo e il deturpamento del paesaggio, la soluzione progettata da TidalWatt permette non solo di preservare sia il paesaggio che il suolo, ma – in riferimento al rispetto per la fauna ittica – le turbine impediscono l’uso della pesca a strascico, andando così a creare dei piccoli “santuari” per le specie marine.

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