Green New Deal e economia circolare a braccetto per un moderno piano di rilancio del Mezzogiorno. E’ quanto emerge da un’analisi del Sole 24 Ore, a firma Alfredo De Girolamo. “Un interessante quaderno dell’Istituto di ricerca REF – si legge nell’articolo – appena pubblicato, lancia uno stimolo al dibattito pubblico, scarso e per adesso poco argomentato, sul futuro del nostro Mezzogiorno d’Italia. La domanda è chiara e semplice: la ripresa economica delle regioni del Sud – provate dal Covid ma anche da decenni di stagnazione – può passare per il Green New Deal e la svolta ambientale? Ed in questo quadro la gestione dei rifiuti e l’economia circolare possono rappresentare un driver strategico?”. Secondo De Girolamo “l’economia circolare dei rifiuti nel Mezzogiorno potrebbe mettere a valore, ogni anno, oltre 43 milioni di tonnellate di rifiuti: 33,4 di origine non domestica e quasi 10 di origine domestica. Solo per questi ultimi si stima una produzione pro capite che sfiora i 450 kg, circa 50 kg sotto la media nazionale. Oggi al Sud vengono mandati in discarica circa 4,3 milioni di tonnellate di rifiuti urbani”. E ancora. “REF prova anche a lanciare una sfida. Proprio perché si parte da un punto arretrato, la crescita della green economy nel Mezzogiorno potrebbe essere un’occasione di sviluppo. La gestione dei rifiuti è un’attività di estrema rilevanza non solo per gli impatti visibili sul territorio, ma anche per le ricadute economiche più o meno positive che può generare a seconda di come viene governata”.
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