Con 174.474 imprese guidate da under 35, il 40,4% del dato nazionale, il Mezzogiorno è l’area con il più elevato tasso di imprenditorialità giovanile in Italia. Non solo: nel primo semestre il numero complessivo delle imprese è cresciuto del +1,8% contro il +0,9% nazionale. A rivelarlo è il rapporto stilato da Srm – Studi e ricerche per il mezzogiorno, centro studi collegato al gruppo Intesa Sanpaolo, che mostra come grazie al Pnrr il Sud Italia ha un’occasione storica di fare “meta”, alla lettera, scommettendo sugli asset strategici di Mare, Energia, Turismo e Ambiente.
«I porti, la logistica e lo shipping sono gli elementi che muovono l’economia del mare e che possono favorire la competitività del Paese nel Mediterraneo – sostiene il rapporto – in particolare se si confermeranno i processi di reshoring, cioè l’accorciamento delle catene produttive all’interno dell’area euro-mediterranea». Già oggi, il Sud è responsabile del 40,2% delle energie pulite del Paese (il 37,4% della potenza fotovoltaica, il 96,5% della potenza eolica e il 27,2% della potenza degli impianti a bioenergie), di un quarto dei flussi turistici nazionali (10,7 milioni di arrivi e 40,6 milioni di presenze), di una bioeconomia che vale 23,6 miliardi di euro e del 47% del traffico di merci grazie ai suoi scali (le navi trasportano il 65% e il 49% rispettivamente dell’import e dell’export delle industrie del territorio).
LEGGI L’ARTICOLO COMPLETO 
Condividi su