Il Porto di Napoli come leva di crescita economica della città, della Campania e del Sud. E’ il pensiero che Marco Zigon (in foto), presidente della Fondazione Matching Energies, esprime attraverso le colonne del quotidiano La Repubblica nell’edizione del 10 dicembre (leggi qui il testo completo). Intervenendo anche su alcuni aspetti che consentirebbero di coniugare sviluppo tecnologico e crescita economica. “Per evitare l’utilizzo dei gruppi elettrogeni si può pensare – scrive Zigon – al cold ironing per le navi di grandi dimensioni, vale a dire l’approvvigionamento energetico direttamente dalla rete a terra, mentre per quelle di minore grandezza è possibile realizzare avanzati sistemi di accumulo. Tutto questo si può fare mettendo in collegamento le compagnie armatoriali con società specializzate, università e centri di ricerca presenti sul territorio campano”. Sul Sole 24 Ore, nell’edizione dell’8 dicembre (leggi qui l’articolo completo), il presidente di MEF scrive un  intervento a quattro mani con l’economista e già ministro Claudio De Vincenti. Il tema, che parte dall’accordo di Glasgow (Cop 26, nda), è il ruolo del Mezzogiorno d’Italia su energie rinnovabili, idrogeno e reti di trasmissione del Mediterraneo. “Occorre uscire da forzature ideologiche e vagliare in modo laico le opzioni che oggi scienza e tecnologia ci offrono, nonché promuovere la ricerca di soluzioni ulteriori e sempre più avanzate. È questo il metodo di lavoro che caratterizza il ciclo di seminari sulla transizione energetica che da un anno e mezzo organizziamo come Associazione Merita e Fondazione Matching Energies, insieme ai principali player industriali del settore, e che colloca nel quadro della strategia europea anche il ruolo del nostro Paese e del suo Mezzogiorno”, scrivono Zigon e De Vincenti.

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